Isola Vicentina
Isola Vicentina e localita d’alta pianura, lungo la statale del Pasubio, che dal capoluogo berico sale verso Schio e il Pian delle Fugazze. Il nome deriva dallo spuntone roccioso che in tempi remoti, quando il Leogra e il Timonchio erano liberi di divagare tutt’intorno, doveva apparire per l’appunto come un’isola tra gli acquitrini. Nell’Alto Medioevo sul colle venne edificato un castello che, venute meno le esigenze militare, fu sostituito dal complesso monastico che oggi conosciamo come santuario di Santa Maria del Cengio. Al suo interno e la venerata statua della Madonna, opera quattrocentesca di Girolamo da Vicenza. Suggestivo, il chiostro a pianta quadrata, mentre in cima al colle sorge l’eremo, tutt’ora aperto a ritiri spirituali. Il nome di Isola Vicentina e noto anche per un motivo piu prosaico, la Festa dello Spiedo, che a partire dal 1962 si tiene la terza domenica di settembre con eccezionale concorso di folla. Con questo appuntamento di piazza si voleva onorare l’eccezionale tradizione venatoria del paese e in particolare l’uccellagione, praticata in modo estremamente fruttuoso sulla dorsale tra la valle del Leogra e la valle dell’Agno. In origine si preparava polenta e osei; oggi, in ossequio alle nuove leggi, si fa spiedo di fagiano e maiale, ma sempre con la polenta “onta”, ripassata nel grasso di leccarda fino a farla diventare dorata e croccante.

Comuni DECO Vicenza - denominazione controllata
Comuni Denominazione Controllata Vicenza

La farina di mais per polenta di Isola Vicentina
Tra i prodotti del Nuovo Mondo il mais (Zea mays) e quello che in Veneto ha avuto maggiore influenza sull’alimentazione quotidiana per la perfetta acclimatazione della pianta all’ambiente di pianura del Nord-Est. Qui la polenta (dal latino pulvis, polvere), preparata con farina di mais, e diventata sostitutivo del pane: appena versata dal paiolo dev’essere morbida, “al cucchiaio”; l’indomani, invece, la si mangia a fette, abbrustolita sulla griglia. Passato il tempo in cui era simbolo di poverta e causa della pellagra, una malattia da malnutrizione, oggi la polenta e una preparazione di accompagnamento imprescindibile a tanti piatti tradizionali. Certe abitudini alimentari rispondono, talora inconsapevolmente, a particolari esigenze nutrizionali. E il caso della polenta, alimento energetico che tuttavia in un pasto equilibrato deve essere abbinato a proteine nobili: ben vengano dunque polenta e formaggio, la tradizionale polenta e uccelli, ma anche polenta e pesce, alla veneziana. Ma non solo, la farina di mais veniva impiegata anche per dare consistenza a minestre e quella di macinatura piu fine nella preparazione di biscotti, come gli “zaleti” veneziani, e dolci rustici, come la pinza, con aggiunta di mele e frutta secca. Da ultimo, l’interesse della moderna dietetica per la farina di mais, priva di glutine e dunque idonea all’alimentazione di quanti soffrono di celiachia.

Su questo sfondo s’inserisce la vicenda del Molino Filippi, la cui attivita e documentata gia a fine Settecento a Valli del Pasubio, nell’alta Val Leogra, dove ancora esiste il primo molino della famiglia. Nel piu recente passato l’azienda ha avuto sede per oltre 50 anni nel centro storico di Castelnuovo di Isola Vicentina. Poi, per stare al passo coi tempi, l’attivita e stata trasferita nel moderno stabilimento che risalta con la sua alta torre lungo la statale del Pasubio. Da ultima e venuta la decisione di dedicarsi solo al mais di coltura locale, impegnandosi a bandire dalla produzione organismi geneticamente modificati (OGM) e loro derivati. Per garantire gli standard di qualita piu elevati e stato necessario innanzitutto raggiungere un accordo con i produttori della zona, incentivati a coltivare le varieta di mais a chicco vitreo piu adatte allo scopo, ma anche ad adottare quegli accorgimenti atti a ottenere una granella impeccabile, esente in particolare da muffe. A livello aziendale e stato poi necessario un grande salto di qualita sia nelle strutture – a partire dai magazzini termocondizionati dove la granella puo essere conservata in modo ottimale, – sia nell’approccio tecnologico, con l’allestimento di un laboratorio chimico per un costante controllo di qualita. Quanto alla rassegna aziendale sono oltre 20 i tipi di farina, sia da polenta che da panificazione e dolciaria. Il prodotto di riferimento e la “farina di mais vicentino” per polenta, anche in versione da agricoltura biologica o del tipo “bramata” (grana grossa). Un’etichetta speciale in termini di specificita provinciale e invece riservata alla “farina di mais del Palladio”. Non plus ultra della tipicita e la “farina di Maranello”, marchio depositato dall’azienda, alla quale si affianca la “farina di mais bianco”, che soddisfa la richiesta di una polenta particolarmente fine, da pesce. Prodotti di recente concezione sono invece la “farina di mais precotta”, per polenta istantanea, e la “farina cuore di mais”, integrale, con germe e fibra, per usi dietetici. Infine, la “farina fior di mais”, che viene lavorata con un procedimento di molitura particolare per facilitare l’assorbimento di acqua e dunque agevolare l’impasto nella preparazione del pane e delle paste richieste dalle diete esenti da glutine.

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MOLINO FILIPPI - FARINA PER POLENTA

Via Piave, 4 - 36030 Castelnovo di Isola Vicentina (VI) - Italia
Tel. +39 0444 97 50 53 - Fax +39 0444 97 76 86 - e-mail: info@molinofilippi.it



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