Baccala mentecato stampa ricetta

Baccala mantecato e polentina bianca… la terza interpretazione del pesce e l’ombra (confronta mousse di salmone alle mandorle e panna cotta al carciofo) e stata tradizionale anzi tradizionalissima nella sostanza, nel contenuto e pure nel modo, ma con qualche libera interpretazione per quanto riguarda la forma. Si perche questa “cosina” classica e preziosa della cucina veneta l’abbiamo interpretata in dimensioni veramente mignon, oltre il fingerfood e prossime alla pralineria.
A quel punto, sull’onda del gioco delle variazioni minime (non soltanto decorative), abbiamo concluso la faccenda, proprio sulla cima di questa specie di pralina, con un filo di erba cipollina o con una nocciola. A conti fatti, dopo una votazione praticamente unamime, decisa sul filo di lana (o di lama?) di quel che restava sul piatto, la preferenza e andata alla seconda (vale a dire alla nocciola) sia per gusto che per texture (scrocchiava bene nel contrasto con la morbidezza del resto del boccone) mentre all’erbina verde restava l’onore della grafica.
Ma andando a ritroso c’e da dire che lungo la strada abbiamo imparato diverse cose, sul baccala, sulle mantecature legittime e illegittime, ma anche sulla polenta, sul tagliere con il buco, sulla zangola e sul frullatore…


La ricetta

Ingredienti
baccala gia ammollato e dissalato
olio extravergine di oliva (fino a 1/4 del peso del baccala)
sale e pepe
aglio (infondo facoltativo)
latte o brodo di cottura (per aggiustare eventualmente la consistenza)

Il baccala mantecato non prevede assolutamente l’uso di farina o di panna. Come molte altre ricette un po’ alchemiche (per esempio l’aioli) la questione sta fondamentalmente nel sapiente lavoro manuale che permette di montare l’ingrediente principale (in questo caso il baccala) con l’olio fino a ottenere una consistenza cremosa e gonfia un po’ come la panna o la maionese.
Si comincia lessando il baccala (precedentemente ammollato e sciacquato per 48 ore) privato con cura delle spine (sono molte!), quando la superficie dell’acqua si ricopre di una schiuma bianca densa e ora di scolarlo e di sminuzzarlo. Una volta veniva poi trasferito nella zangola (lo strumento usato per battere la panna fino a farne burro) dove veniva battuto con un grosso cucchiaio di legno man mano che si emulsionava l’olio, oggi va benone il frullatore (con il boccale stretto e lungo) sul fondo del quale si sia messo un po’ di olio. Frullare e aggiungere olio man mano fino a 1/4 del peso del bacala in modo da ottenere una crema densa ma molto areosa, se fosse necessario renderla piu morbida e ammesso utilizzare qualche cucchiaio di latte o di acqua di cottura del baccala, quindi aggiustare di sale e pepe e aromatizzare se si desidera con aglio e/o prezzemolo (noi ci siamo astenuti).

PS esistono versioni di baccala mantecato con la farina definite pero illegittime, figlie del costo della materia prima, vale a dire del baccala che si preferiva allungare” con la farina e a quel punto con il latte. Le versioni con la panna sono invece del tutto imbastardite

PPS per tagliare la polentina (rigorosamente bianca con il pesce, la nostra era del Molino Filippi) vale la regola dello spago, sembra incredibile ma si fa meglio e prima…

fonte: lacucinadicalycanthus.net

 















 
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